Webrooming e Showrooming: l'ordine dello shopping

Aggiornamento: 15 apr 2021

La psicologia del #consumer è cambiata, e con essa anche il #valore dello #store, che può diventare un vero e proprio spazio espositivo e conciliativo. Showrooming e Webrooming:due facce della stessa medaglia che vale la pena conoscere approfonditamente al fine di cavalcare con maestria l'onda del cambiamento, senza lasciarsi travolgere dalla paura delle novità. Mirando al nocciolo del discorso: cosa sono questi fantomatici webrooming e showrooming? Semplici comportamenti d’acquisto che, tuttavia, hanno ricadute sostanziali sulla costituzione del punto vendita, che ad oggi necessita evidentemente di vivere in due dimensioni: quella #online e quella #offline, o per dirla alla Be1: #onlife. Il 2021 non porta con sè grandi novità, concetto oramai dato per assodato è che oggi la pratica commerciale avviene sempre attraverso il #mobile, sia per mero scopo informativo sia per il concreto atto di acquisto. Secondo #ecomoscore (marzo 2017) in Italia esistono 5 tipologie di mobile shoppers: il 30,2% appartiene ai tradizionalisti, coloro che preferiscono l’esperienza 360° all’interno dello store fisico, il 31,7% è rappresentato dagli esperenziali, ovvero tutte le persone che a parità di prodotto scelgono di acquistare in base al loro momentaneo desiderio sul come vivere lo shopping, il 19,4% risulta sensibile al prezzo e dunque a parità di prodotto e di luogo (fisico o cibernetico) sceglierà di acquistare nel luogo che gli garantirà un maggior risparmio, gli accorti il 12,6% sono studiosi attenti del #mercato e hanno le loro preferenze, ma sono elastici e quindi persuadibili, infine il 61% appartiene agli sfruttatori: coloro che riescono anche ad andare oltre la reale qualità del prodotto purché l’offerta sia conveniente. Queste tipologie di #buyers viene oggi raggruppata in due grandi macrosegmenti che ne descrivono l'atteggiamento: #webrooming e #showrooming. Nello #showrooming rientra la categoria di acquirenti che ha la necessità psicologica di visionare il prodotto dal vivo: toccarlo con mano per testarne la qualità, ma che passano molte ore a cercare lo stesso prodotto sul #web dove completeranno l’acquisto, coscienti che troveranno un prezzo più conveniente. I #webrooming hanno un atteggiamento opposto ai primi, sono gli psicanalisti dello #shopping. Passano le ore sulla rete al fine di studiare il prodotto desiderato, valutandone le caratteristiche e confrontandolo con prodotti analoghi di simile o differente prezzo, si recano poi nello #store fisico al fine di acquistarlo. La presa di coscienza dell’esistenza di questi due agiti influenzerà la costituzione del punto vendita, che prima di essere realizzato dovrà essere necessariamente pensato in ottica #digital. Per gli showrooming il negozio è un semplice spazio espositivo, mentre per i webrooming diviene Internet la vetrina primaria, ma per il #retailer diviene essenziale essere disponibile per entrambi. Nel mondo del #marketing, molti si domandano come fare per contrastare l’esponenziale crescita degli shoowrooming ed incentivare i consumatori ad acquisire i comportamenti tipici del webrooming, tuttavia iniziare una battaglia, anche se studiata a quello che è un normale processo evolutivo potrebbe risultare controproducente. Lo showrooming è una reale minaccia solo per gli #store che non si sono adeguati alla #digitalizzazione dei propri prodotti/servizi, e l’attuale scenario sociale e politico ci ha insegnato quanto invece il web possa essere una risorsa più unica che rara. Se si gestisce il proprio #store in ottica di multicanalità si garantirà l’apertura di nuovi scenari. Entrambi i tipi di canale possono infatti portare profitto ad un’azienda, soprattutto se non si sottovalutano l'importanza delle recensioni online ma soprattutto del word of mouth. Comprenderlo significa crescere professionalmente, incrementare la propria visibilità e di conseguenza aumentare il portfolio di possibili clienti. Oggi il 56% degli acquisti è influenzate dall’esperienza avvenuta all’interno dello #store #online, che non esclude assolutamente l’esperienza di vivere il negozio sulla propria pelle in un momento successivo. Per sopravvivere oggi, è necessario riuscire a garantire una customer experience che soddisfi la dimensione onlife. Una showrooming sfruttata può essere una forma di remarketing “Il concetto chiave non è più la ‘presenza’ in rete, ma la ‘connessione’: se si è presenti ma non connessi, si è soli.” (A. Spadaro)





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