Il Remarketing: riconquista e cattura!

Aggiornamento: 22 set 2021

Tra sito web e visitatore non è quasi mai amore a prima visita!

Il colpo di fulmine è raro e riguarda solo il 2% dei curiosi di internet, secondo Studio Samo il 98% degli utenti abbandona il sito dopo il primo accesso e raramente deciderà in maniera autonoma di farvi ritorno.


Cosa fare allora? Vale il verso Dantesco”Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate”?

Per fortuna l’universo del marketing è vasto, ricco valorosi compagni d’armi tra i quali il remarketing.



Nel web operare il remarketing significa concepire idee e trasformarle in messaggi pubblicitari con il fine di ottenere leads, conversioni e/o vendite dirette, perciò nello slang digital, remarketing diviene sinonimo di retargeting, che per gli amanti della carta si traduce in vere e proprie citazioni cibernetiche, che rinviano contemporaneamente ad un contenuto e ad al suo autore.



Il retargeting è quindi solitamente utilizzato per raggiungere quella fetta di utenti che non hanno compiuto la call to action che ci si attendeva, attraverso la messa in atto di una vera e propria marketing strategy utilizzata in primis per recuperare una relazione commerciale, e in secundis tentare di centrare l’obiettivo di business.


Secondo Across, il remarketing può incrementare in un mese del +40% le visite ad un sito web e del 150% il tasso di conversione, inoltre sarà possibile ottenere un effetto amplificato se lo si accoppia al marketing imbound e outbound.


Le sue caratteristiche sono la selettività del messaggio, che verrà filtrato in base alla propria audience, operazione tutt’altro che semplice e dai passaggi scontati, l’interattività del processo, il destinatario sarà infatti esortato ad assumere una specifica risposta comportamentale, ed infine ogni atto deve essere misurabile ovvero in grado di restituire dai quantitativi e qualitativi rispetto le azioni compiute.


Se si potesse riassumere ideologicamente il vademecum del remarketing, lo si potrebbe incamerare come figlio della filosofia aristotelica: semplice, lineare e attento alla sostanza, orientato al mondo delle cose sensibili che sono materiali e corporee.


Se vorrai optare per tale strategia, i passaggi da seguire saranno i seguenti:

Attenzione ai contenuti: il messaggio pubblicitario non è solo concettuale ma anche sensoriale: la grafica diventa il vostro vestito di gala, e andrà scelto e studiato in base al canale che si utilizzerà.


Attira l’attenzione: parlare sempre in maniera chiara al consumatore sottolineando i benefici che otterrà nel compiere una call to action, ricordando sempre che esistono i risultati di cross selling, un utente soddisfatto sarà infatti propenso ad acquistare prodotti correlati o a rivolgersi a noi per soddisfare altre esigenze.


Fai atterrare l’utente dove desideri: costruisci una landigpage ottimizzata,evita troppi passaggi, il contenuto deve essere raggiungibile velocemente, per non allontanare il buyer dall’obiettivo di business.





Monitora il ROI: l’indice di redditività non serve solo a misurare i risultati della campagna, ma imparare da essi per incrementare o cambiare la strategia futura.


Usa tutte le armi a tua disposizione: l’email di remarketing è uno strumento prezioso, questa infatti può aumentare l’engagement fidelizzando un cliente e tenendo sempre alto il suo interesse.



Segui il principio di scarsità: utilizza le offerte a tempo, stimolando gli indecisi a convertirsi una volta per tutte, la motivazione a evitare una perdita è sempre maggiore

Proponi offerte limitate: aumenta la percezione del valore di un prodotto che assume la connotazione di esclusività.




I vantaggi del retargeting sono evidenti e semplici: raggiungi i tuoi visitatori, intercetti nuovi utenti e fidelizza i clienti acquisiti, tuttavia, le strada per godere di tali benefici è lunga e richiede la pazienza e la costanza di un maratoneta, ma quando si segue un metodo in qualche modo parte del percorso è già tracciato.

Come direbbe Aristotele se fosse tra noi: “La logica è la più importante fra tutte le scienze, verifica sempre le premesse del tuo discorso, deduci e induci”


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