Retailtainment

Aggiornamento: 4 feb

Il negozio fisico è il luogo delle emozioni.



Non è un caso se nel bene e nel male lo shopping è divenuta sempre più manifestazione del proprio stato emotivo interno; esistono persone che si concedono una giornata di acquisti per riprendersi da un momento difficile, considerando tale atto una sorta di coccola, un regalo meritato fatto a sè stessi, ma esistono anche quelle persone che avendo difficoltà nella gestione dei propri stati conflittuali interni, nei momenti di nervosismo non riescono a frenare l’impulso all’acquisto dando vita al fenomeno psicologico conosciuto a molti come shopping compulsivo.


La combinazione di intelletto ed emozioni entra in gioco fin dal primo trigger, ovvero quando uno stimolo innesca nel prospect il desiderio di ottenere un prodotto/servizio e conducendolo alla fase che lo trasformerà in buyer.


Il mondo del retail deve sempre tenere conto di entrambi i fattori, al fine di sfruttarli con l’intento di creare una customer experience che permetta un costante e continuo ciclo di vendite.


Ecco che entra in scena il termine retail-tainment un concept composto da due termini: retail con il quale si intende la classica forma di commercio al dettaglio e tainment, la forma contratta di entertainement, il termine inglese traducibile in intrattenimento.



Con retailtainment si intende dunque una vera e forma di intrattenimento, che il negozio offre al cliente, con il fine di farlo sentire sempre al centro dell'esperienza d'acquisto, poiché è oramai assodato che un cliente soddisfatto diverrà inevitabilmente un cliente fedele.


Il retailtainment è una strategia di co-marketing, utile soprattutto nell’epoca di esplosione dello showrooming.

Oggi ill negozio incapace di stimolare il cliente è destinato a divenire un negozio vuoto, è necessario dunque che ogni store risponda alla sempre più crescente domanda di esperienza emozionale, che oramai è divenuta parte della motivazione d’acquisto.


Esempi di retailtainment:

Creare occasioni to do ovvero invitare il cliente a fare qualcosa, come ad esempio lasciandogli la possibilità di interagire con il prodotto testandolo, come accade all’interno degli Apple Store.

Rendere il prodotto to be in questo caso il cliente vive il prodotto, ad esempio se si vendono prodotti alimentari si possono proporre dimostrazioni culinarie.


Divenire ponte tra online e offline, proponendo una fusione tra esperienza virtuale e reale, grazie all’appoggio delle tecnologie oggi è un diktat.



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