La donna online: il vero imprenditore digitale

Aggiornamento: 30 apr 2021

La Pasquetta del 2021 si apre con la celebrazione dell’universo #online riuscito nell’impresa di abbattimento del gender gap! Nel 2017 Facebook aveva lanciato l'hashtag #shemeansbusiness, ovvero, donna significa affari e successo, promuovendo un percorso di formazione train-the-trainer in collaborazione con #FormazioneMondoDigitale volto a formare 3.500 donne all’utilizzo del #socialnetwork, fornendo #tools per la creazione di piccole imprese. Nel 2020 sono aumentate le donne imprenditrici in Italia: circa il 38% si è lanciata in attività online con fine #ecommerce. Secondo una ricerca condotta da #ipsos per Ebay, nel 2021 almeno 1 donna italiana su 3 ritiene che la dimensione #online abbia aumentato le possibilità di superare le barriere di genere e inserirsi all’interno delle realtà aziendali. Il 25% delle donne italiane ad oggi ritiene che il #web abbia aumentato l’opportunità di inserimento lavorativo ma soprattutto di crescita professionale ed il 53% ritiene che #internet aiuti a far conciliare la vita familiare con quella lavorativa. Tra le qualità essenziali per la creazione di uno #store #digital vi sono: creatività, problem solving, empatia, negoziazione e persuasione. L’online è riuscito a far sì che anche anche le piccole imprenditrici possano sfruttare le propria intelligenza emotiva, applicandola consciamente o inconsciamente alle tecniche di commercializzazione online. Instagram è un social media content-based, perciò è possibile essere rintracciabili indipendentemente dall'estensione della propria rete di contatti mentre facebook è network-based, perciò l’esperienza di acquisto è basata soprattutto sul numero di contatti posseduto, in questa varietà di possibilità chiunque rischierebbe di entrare in confusione e smarrirsi, ma le donne sono per loro propensione naturale #omnichannel: hanno infatti da subito sfruttato l’importanza di una local strategy sommandola alle risorse della digital shut-in economy, molte neo imprenditrici hanno infatti deciso di creare un viaggio del cliente mappato a 360° facendo arrivare il prodotto direttamente a casa dopo aver diffuso la sua conoscenza attraverso un dialogo costante tra le diverse piattaforme #social, incrementando a più livelli la fase di #awareness. I Customer Journey non sono tutti uguali, ad oggi ne sono state individuate 3 tipologie: Impulsive Journey: percorsi d’acquisto dove a dettare legge è la parte emotiva, la fase di ricerca di conoscenza del #brand è infatti molto limitata e superficiale e si sposa perfettamente con l’imprenditrice disposta a far entrare il #consumer nel processo di realizzazione, testing e vendita del prodotto tramite dimostrazioni social, come le IG stories. Balanced Journeys: qui le emozioni positive si bilanciano con valutazioni cognitive più approfondite attraverso la ricerca di informazioni sempre più dettagliate sul prodotto e sul produttore, l’intervento di modelli ispirazionali è decisivo, e la tendenza delle donne nel creare collaborazioni con altre professioniste risulta un fattore decisivo, basti pensare all’utilizzo di citazioni come #backlink,# hashtag e #tag in voga tra donne #influencer. Considered Journeys: la fase di pre-shopping è molto dilata, poiché ogni informazione è ritenuta necessaria al fine di proseguire con l’acquisto del prodotto, news, recensioni, #blog, che costituiscono una sorte di curriculum vitae dello #store Secondo #gabrielli&partner le imprenditrici femminili trascorrono 80%del tempo ascoltando ed il 20% parlando essendo così per natura predisposte ad un orientamento essenziale nel marketing 4.0 Secondo #datamanageronline le donne imprenditrici sono solo il 13% eppure vendono il 20% in più degli uomini poiché fidelizzano i clienti in misura maggiore, applicando in maniera del tutto naturale le tecniche di #storytelling, #advertising, #hashtag e #backlink alle quali si aggiunge la predisposizione dell'imprenditrice donna nel mostrare il prodotto al #consumer nella sua autenticità, interagendo con i futuri #buyers facilitando così il word of mouth online e lasciandosi così scovare dal proprio #target. Il local #storytelling in particolare, comporta il curare la propria immagine, trasmettendo non solo i contenuti ma il valore legato ad esso e intrattenendo il #consumer rendendolo sempre più partecipe alla vita del #brand. Le donne sono infatti disposte a mostrare la propria realtà imprenditoriale anche nella quotidianità, facendo entrare gli occhi dei #followers nelle proprie case, mostrandosi nella propria intimità, tecnica che spontaneamente conduce ad una fase di #advocacy e #loyalty immediate, inoltre secondo le nostre imprenditrici rosa, la partecipazione attiva nel mondo web favorisce anche la creazione di partnership vincenti favorendo l’integrazione di più imprenditrici in un unico progetto. Uno per tutti e tutti per il #brand.



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