La CTA per bucare lo schermo

Quando c’è una battaglia in corso, il fumo della polvere da sparo, le nuvole generate dalla terra smossa e il rumore assordante della guerriglia, rendono impossibile la visione di ciò che si sta facendo e di dove si sta andando.






L’analogia del campo da battaglia è calzante per stendere un ritratto di quanto successo nell’ultimo anno nell’universo del #web #marketing.


Dopo marzo 2020 lo spazio cibernetico un tempo opzione alla routine quotidiana, è diventata la prima modalità tramite la quale gli individui entrano in contatto con il resto del mondo ma soprattutto della loro stessa realtà.


Stando ai dati riportati da vpnmentor ad oggi gli utenti presenti su internet sono 4.803.660.196 per il 55,73% ai sistemi mobile il cui traffico è cresciuto del 2,5% negli ultimi dodici mesi.


Il mondo del digital marketing si è trovato di fronte una nuova sfida: monitorare i trend e contemporaneamente reinventarsi in base ai dati confusionari raccolti.

Ecco le statistiche riportate da Protocol80:

il 90% degli utenti web notano e sono incuriositi in generale dalle call to action, le DEM contenenti CTA aumentano i click del 371% anche quando la vendita non viene conclusa, assicurando però la conoscenza del #brand.

Dunque inserendo una #cta all’interno di un video si può ottenere il 380% di click in più rispetto ai video in cui questa è assente.




La call to action, un tempo un semplice invito a rilasciare i propri dati dopo aver visionato un contenuto d’interesse oggi è divenuta una vera e propria chiamata alle armi!


Cosa ne è stato del famoso bottone “scopri di più” che si trovava sempre ai piedi di una sponsorizzazione?

Come adattarla se non si conoscono chiaramente le richieste del prospect, in quanto il #buyer stesso ad oggi non ci ha ancora svelato la sua vera natura?


Ogni generale ha la visione del campo, conosce lo schieramento delle forze nemiche, e lui solo sa quali sono gli attori da richiamare in campo per conquistare la nuova fetta di terra.


Nel 2021 l’obiettivo non è più la chiusura di una vendita, la #cta è divenuta infatti un concetto sempre più malleabile e che deve necessariamente adattarsi alle esigenze dell’azienda.


Quando il mercato è in confusione, l’unico soluzione è quella più semplice, ovvero iniziare al lavorare dall’alto.





Ciò significa svolgere attività top of the funnel (TOFU) i cui obiettivi potrebbero essere molteplici come la generazione di leads, la coltivazione di legami già esistenti (#lead nurturing) o la semplice fase di brand awareness, tramite l’invito alla condivisione di un contenuto sui social media con il fine di incentivare lo smarketing e spostarsi nel tempo verso la fase di advocacy.

Le strade del web sono lunghe e lastricate, molte si intrecciano e in questo mare di informazioni l’utente è spesso confuso e fuorviato, la cta allora diviene una sorta di cartello luminoso, che indica la strada da seguire per portare a termine lo scopo che ha condotto il visitatore al tuffo nella rete.


Quali sono le call to action che hanno “bucato lo schermo nel biennio 2020?

  • Piattaforma Netflix: “ Abbonati gratis per un mese

  • L’app per appunti Every note:”Registrati gratuitamente

  • Hubspot:”Get started free

Cosa hanno in comune questi tre esempi? La possibilità di sperimentare un servizio gratuitamente.

L’usufrutto gratuito di un prodotto, si riflette nella conseguente raccolta di leads che consentirà il successivo invio di materiale pubblicitario, dunque al di là dei clienti che decideranno poi di acquistare realmente il prodotto una volta terminata la fase di prova, è chiaro che offrire anche se per un periodo limitato la possibilità di sperimentare i vantaggi legati ad un prodotto/servizio, invia al prospect un messaggio di sottofondo:


“ Non ho nulla da nascondere e posso permettermi di mostrarti gratuitamente i vantaggi che otterrai, perché so che poi tornerai da me.”

Quali sono gli elementi a cui prestare attenzione nella costruzione di una CTA che buchi lo schermo?

Poiché l’occhio vuole la sua parte, il colore deve sempre assolvere il compito di deliziare la vista del buyer, dunque il gioco di contrasti bottone-testo è importante, ma senza esagerare e rispettando le scelte cromatiche legate al proprio brand, l’occhio infatti è come il naso, la memoria visiva è importante tanto quella olfattiva e anch'essa funziona per associazioni.

Il testo, senza un buon messaggio testuale la CTA è inevitabilmente inefficace, bisogna pensare a concetti semplici e immediati che siano d’impatto, solitamente l’imperativo è la forma prediletta, purché nell’insieme (testo+colore) il risultato non risulti aggressivo.

La posizione nella pagina non è di poco conto, non esistono regole assolute, anche qui vige la regola del buon senso che è legata al tipo di CTA e alla Landing Page realizzata, ad esempio, se si stanno fornendo molte informazioni, potrebbe risultare inutile porla in cima alla pagina, in questo caso la scelta ottimale è quella di posizionarla in basso, nel caso di una pagina molto lunga, è possibile ripetere la call to action più volte, ovviamente personalizzandola in base al contenuto.

Come abbiamo visto, per la realizzazione di un invito all’azione, non esiste una regola assoluta e precisa, a dettare legge deve essere sempre il buon senso, è necessario dare valore al visitatore tramite i contenuti e subito dopo, quando si è certi di aver catturato la sua attenzione, la cta può essere inserita.


La call to action è come un invito a casa: rendi caldo il tuo ambiente.




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