Il Caso Facebook: la digitalizzazione è la scelta green



L’unione fa la forza, ed oggi giocoforza bisogna puntare tutto sulla sostenibilità, lo sa bene Mark Zuckerberg, papà di Facebook - oggi ribattezzato Meta - che abbraccia la battaglia all'inquinamento globale dimostrando come le Comunità Digitali siano sensibilmente integrate non solo nella lotta all’effetto serra ma nel promuovere idealmente e finanziariamente lo sviluppo di soluzioni green



Oggi le imprese italiane -medie e piccole- non vedono neanche lontanamente il podio europeo, posizionandosi nella classifica dei 28 paesi industrializzati, al 22esimo posto rispetto la capacità di far interagire e dunque integrare le risorse digitali affinchè siano a servizio della popolazione.


Secondo Corcom solo il 10% delle nostre PMI riesce a vendere online e di queste solo il 15% utilizza quotidianamente lo spazio Cloud.

Paradossalmente, nel post emergenza sanitaria, l'utilizzo di spazi quali piattaforme digitali è aumentato del 50% attraverso l’e-commerce, dunque risulta chiaro che in Italia a peccare siano proprio le strategie integrate, quelle che dovrebbero guidare il Paese per una corretta trasformazione digitale di tutto il processo di business.



Grazie a Binario F, associazione nata nel cuore di Roma con l’intento di concedere uno spazio gratuito per lo sviluppo delle cosiddette e-skill, ovvero di competenze digitali, oggi viene designata una nuova mission con l’obiettivo di realizzare soluzioni dedite allo sviluppo sostenibile.


La grande novità è che ad essere coinvolti saranno artigiani, enti locali, giovani e operatori del terzo settore, ovvero tutte quelle realtà che causa Covid-19 hanno subito maggiormente la crisi economica globale.


In questo scenario Facebook Italia insieme a Fondazione Mondo Digitale, ha deciso di rinnovare un'alleanza stretta nel 2018 con il programma ‘Vagone FMD da 01 a 100’ nato all’interno proprio di Binario F, con l’obiettivo finale di coinvolgere 5000 persone entro la fine del 2021 attraverso eventi e laboratori gratuiti.



Ma non solo, oggi Facebook decide anche di divenire leader della green energy, e a detta di Renewable Energy Business Alliance, il colosso dei Social Network, senza scartare nulla - da eolico a fotovoltaico - oggi è il primo acquirente negli USA di green energy, ponendosi invece secondo rispetto Google che a livello globale nel 2019 ha annunciato cifre da urlo per quanto riguarda la chiusura di pratiche riguardanti contratti di energia pulita.


Ma una best practice non può poggiarsi solo sullo sviluppo o sull’acquisto di energia da fonti rinnovabili, indispensabile è infatti l’investimento in efficienza energetica, indi per cui Facebook a Odense, in Danimarca, ha deciso di puntare sull’incremento di energia termica scommettendo tutto sul recupero del calore sviluppato dai server.


Il data center di Odense è infatti alimentato dal 100% da energia eolica, ma la novità avveniristica risiede nella strategia che prevede la raccolta del calore generato da tutti i server presenti per ridistribuirlo in tutto il sistema di teleriscaldamento locale, si tratta di 100 MWh di energia annua, utile per rispondere alle esigenze di 6.900 abitazioni, riuscendo a regalarne una quota anche all'ospedale locale.



Secondo Angelo Manzetti, in un’intervista rilasciata a Repubblica, Facebook si è messo a disposizione dell’ambiente e del sociale su tre livelli: il primo riguarda l’impegno stesso del social network che nel 2020 è arrivato a ridurre l’impatto della supply chain, raggiungendo il traguardo ‘emissioni zero’ sulle proprie attività riducendo del 93% le emissioni di gas serra, il secondo riguarda l’aver utilizzato il potere dei social media per amplificare il sostegno all’attivismo civico promuovendo e sostenendo progetti come quelli di Opera 2030 dedita a tematiche quali la difesa dell’ambiente, formazione, solidarietà, ecologia e creazione di nuova occupazione in lavori ed imprese green, il terzo invece riguarda proprio il già citato Binario F che solo nel 2018 è stato protagonista di un grande cambiamento tutto italiano arrivando a formare gratuitamente 100.000 persone tra le quali editori, studenti universitari ma anche imprenditori di start up.


Tra attivismo civico italiano e sviluppo green in Danimarca, il digitale sta dimostrando di andare incontro alle reale esigenze planetarie, dimostrandosi social a 360°

La transazione verde passa anche dalla digitalizzazione.






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