Germania, con lo switch al carbonio da primo cliente a primo agente inquinante


Democrazia, una parola scontata nel vocabolario corrente la cui etimologia ci ricorda quanto invece le sue origini siano antiche e dense di significato.

Derivata dal greco antico è la contrazione di altri due termini: popolo o δῆμος e potere o κρατία.

Ed è proprio in momenti storici come quello che stiamo vivendo, che per un Paese la libertà di esercitare autonomia nelle scelte che riguardano il suo futuro politico ed economico diventa simbolo di un lusso che, se non accuratamente soppesato, può divenire una prigione per qualcun altro.



Come riportato dal quotidiano online Rinnovabili.it alcune scelte stanno costando caro all’Europa, ed una di queste è proprio la ferma decisione della Germania di difendersi dal rincaro prezzi attraverso il ritorno al carbone come fonte energetica primaria.

Secondo una ricerca dell ICIS, che ha riprodotto un report sul probabile impatto causato dallo stop alle forniture di gas verso Berlino, la decisione tedesca di passaggio immediato all’utilizzo del carbone come fonte primaria energetica, peserà gravemente sull’UE che vedrà decollare le proprie emissioni energetiche del 5% entro il 2024, in particolare quelle specifiche del comparto tedesco lieviteranno del 20%.

Tutto è iniziato quando la capacità dimezzata di rifornimento del

Nord Stream 1 si è sposata con la situazione già problematica degli stoccaggi di gas tedeschi, i quali si sono dimostrati pieni per il 57,03% esattamente poco più della metà.


Sembrerebbe dunque giustificata la scelta della Germania di reagire alla crisi energetica aumentando il contributo del carbone nel mix elettrico, decisione che oggi diverrà legge tramite la definizione di riserva di sostituzione con il fine ovviamente di ridurre il consumo e la richiesta di gas.

Il provvedimento arriverà nelle aule del parlamento verso i primi di luglio, la data ufficiale prevista è giorno 8, e se approvata, una volta entrata in vigore consentirà il raggiungimento 10 gigawatt di capacità fossile, garantita al 31 marzo 2024.

Il ministro R. Habeck tenta di rassicurare l’Europa: “Dobbiamo e faremo tutto il possibile per immagazzinare più gas possibile in estate e in autunno. I serbatoi di stoccaggio del gas devono essere pieni in inverno. Questo ha la massima priorità





Quali sono gli scenari ipotizzati dall’ICIS?


Il piano base tedesco, prevede una scenario offline e online, che si tradurrà in un phase out ovvero uno sfasamento, in cui una parte dell'approvvigionamento di riserva carbonifera rimarrà offline, ma se la situazione dovesse peggiorare, lo switch totale al carbone online comprenderà una capacità aggiuntiva di 8gW per il carbonio, 2GW per la lignite fino ad 1GW per il petrolio.

Un terzo e - ci si augura - scongiurabile scenario, prevede un totale dell'approvvigionamento online di gas che comporterebbe un price cap di 150€ MWh.

Questo significa che solo in Germania, se dovesse essere attuato il primo piano verranno prodotti 30TWh tra carbone e lignite, ma qualora dovesse entrare in gioco il secondo scenario, la produzione fossile totale raggiungerebbe di 43TWh, tradotto: solo il comparto energetico tedesco vedrebbe nel 2023 un +20% di emissioni di carbonio, e il +17% nel 2024.


Non è infatti un caso se Berlino ha deciso di dar vita ad un modello di asta del gas, con il fine di incentivare gli industriali a centellinare l’utilizzo del carburante ma soprattutto per trovare un metodo di gestione della domanda.

Trading Hub Europe, l’ub tedesco per il mercato del gas insieme al Ministero dell’Economia e all’Agenzia Federale di Rete, hanno deciso di concerto di invitare i clienti industriali affinché la quota di loro proprietà non utilizzata venga messa a disposizione del mercato, dando in premio una sorta di remunerazione basata sul prezzo dell’energia, in questo modo, si spera di poter instaurare un meccanismo in cui i consumatori abbiano un incentivo per risparmiare il consumo di gas e affinché si crei una sorta di riserva da poter utilizzare come stoccaggio.


E noi italiani intanto come dobbiamo comportarci per risparmiare in bolletta e minimizzare gli sprechi?


Be1 studiando attentamente il mercato ha scovato il fornitore energetico in grado di rispondere con serietà alle esigenze di ogni abitazione.



Edison non solo riveste il ruolo di fornitore ma anche di produttore di energia, ciò significa che può permettersi prezzi competitivi in quanto non è costretta ad acquistare energia da terzi, garantendo così offerte realmente convenienti per le utenze domestiche.


Edison prevede inoltre consulenze gratuite e senza vincoli con esperti del settore al fine di poter comparare la tua vecchia bolletta e decidere se il passaggio sia realmente conveniente o meno.


Be1 rimane sempre connessa per potervi aggiornare sul trend del mercato energetico




2 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti