E-democracy

Digital enabler, un termine ostico e difficile da pronunciare ma per nulla alieno alla nostra società.

Con abilitatori alla digitalizzazione intendiamo #IoT, #BigData, #Cloud e #Mobile, ovvero tutti strumenti e servizi digitali di cui nel 2021 nessuno ha potuto fare a meno.

Come riportato da netconsultingclub, nel 2020 In Italia la spesa destinata alle #ICT, ovvero l’insieme di tecnologie per l’informazione e la comunicazione, è stata di 6,2 miliardi di euro, testimoniando una crescita del 4,3% degli investimenti in #ICT rispetto il 2019.

Il 15 gennaio del 2021 viene trasmessa dal Governo al Parlamento la bozza di Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, ma a chi è stata rivolta la richiesta urgente di entrata e messa in atto del processo di #digitalizzazione?

Alla nostra Pubblica Amministrazione, con chiara e decisa scadenza al 28 febbraio 2021, data entro la quale ogni ente era tenuto ad essere fruibile in digitale attraverso l’utilizzo dello #smartphone.

Innovazione e digitalizzazione delle infrastrutture sono il mantra del XXI secolo, e visto che di innovazione si parla, nasce il Digital Innovation Path Index, il cui scopo è quello di restituire una fotografia del grado di preparazione del digitale.

Il nuovo indice di digitalizzazione mira così tirare le somme del livello adeguamento al digitale della nostra Pubblica Amministrazione, registrandone i punti di miglioramento ma anche le criticità superate.

4 sono i cluster individuati in base al grado di digital readiness:

  1. Digital starter, considerati indietro nel percorso di digitalizzazione di attività e di processi.

  2. Growing, ovvero gli enti che hanno ancora margini di miglioramento seppur abbiano compiuto grandi sforzi per divenire sistemi avveniristici

  3. Advanced che sfiorano l’eccellenza

  4. Digital leader che hanno completato il processo di digitalizzazione divenendo dei master

Ad oggi in Italia il cluster di riferimento è fortunatamente rappresentato dagli #advanced costituito da 33 enti ovvero il 45% del campione di riferimento, il resto degli enti delle PA è impersonificato da istituzioni che si trovano nella fase di #growing, ovvero circa il 40%.

Seguono un 8% e un 7% di enti che ancora si configurano come “principianti” nel settore digital.

Sono stati analizzati 629 progetti #ICT realizzati dalle PA centrali e locali: il 41% è stato destinato agli investimenti nelle infrastrutture, il 33% alla realizzazione di piattaforme informatiche e un 19% dedicato esclusivamente ai servizi digitali.

Ma perché è importante accettare e sostenere l'implementazione delle tecnologie informatiche nel nostro Paese anche in previsione della fine della crisi pandemica e quindi dell’utilizzo spasmodico dello #smartworking?

Avere una PA digitale significherà innovare le attività ad oggi presenti, permettere uno svolgimento fluido dei procedimenti amministrativi, aumentare l’efficacia l'efficienza ma soprattutto puntare #smartsolutions a beneficio dell’intero assetto economico.

Sul piano sociale significa garantire trasparenza e democraticità, aprire nuove possibilità di contatto semplificando il rapporto tra i cittadini e i servizi pubblici e le imprese.

Dunque con un’amministrazione digitale si intende la dematerializzazione dei documenti, un cambio di rotta nella gestione della comunicazione esterna rivolta ai cittadini attraverso l’utilizzo di siti web istituzionali, e degli #opendata puntando ad

una trasformazione globale della struttura e dell’erogazione del lavoro.

Ma la svolta nel 2021 è nel termine #edemocracy, con il quale si intende la partecipazione alle attività promosse dalla pubblica amministrazione, e non solo, bensì anche ai processi decisionali proprio attraverso l’utilizzo delle #ICT.

In particolare sono tre i cambiamenti più importanti promosse dall’ #edemocracy:

  1. Miglioramento della qualità delle politiche pubbliche grazie al potenziamento di relazioni che per forza di cose diverranno bidirezionali riducendo il gap sociale tra amministrazione e cittadini

  2. Aumento della fiducia nell’amministrazione, se un tempo infatti il coinvolgimento dei cittadini era minimo e/o riservato a pochi eletti, grazie alle #ict tutti i cittadini potranno acquisire familiarità con le iniziative dell'amministrazione pubblica, esprimere pareri divenendo così attori coinvolti nei processi decisionali.

  3. Rafforzamento della democrazia, le #ICT consentono infatti un’equa ripartizione delle informazioni, aumentando trasparenza dell’amministrazione e conferendo così maggiore responsabilità alla pubblica amministrazione

Ancora è presto per vedere gli effetti positivi e le ricadute che il passaggio al #digitale avrà sull’intero sistema Paese, ma “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere.”

(Gotthold Ephraim Lessing)







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